ITALIA 2000: LA MEGLIO GIOVENTU’ - parte seconda

Il meglio della produzione cinematografica italiana dal 2000 a oggi in cinque film

 

CERTI BAMBINI  (Andrea e Antonio Frazzi, 2004)

 

JIMMY DELLA COLLINA (Enrico Pau, 2006)

 

LA GIUSTA DISTANZA (Carlo Mazzacurati, 2007)

 

NON PENSARCI (Gianni Zanasi, 2007)

 

DIECI INVERNI (Valerio Mieli, 2009)

 

FORTAPASC (Marco Risi, 2009)

 

Sono due temi a unire i 5 film scelti per la seconda parte di questa rassegna dedicata al meglio del cinema italiano degli ultimi anni: la rappresentazione di una realtà geografica varia e sfaccettata e il filo conduttore dell'infanzia e dell'adolescenza come età critiche e allo stesso tempo luoghi di visione privilegiati.

 

I protagonisti dei film selezionati sono tutti giovani ed è loro il punto di vista da cui le storie vengono, se non vissute in prima persona, quantomeno raccontate. Periodo fertile di emozioni e scoperte come pochi altri nella vita, quello della gioventù è anche il più traumatico, per l'intensità con cui vengono vissute le esperienze e per il bagaglio ancora scarso di certezze con cui ci si trova ad affrontare la vita.

 

Così, per un gruppo di bambini che sfugge per una mattina alla monotonia della vita di paese scoprendo il mare per la prima volta, ci sono ragazzi che il mare lo desiderano senza poterlo mai raggiungere ,perché costretti a trascorrere le giornate in un istituto di correzione. E alla spensieratezza di alcuni fanno da contrappunto il dolore e la consapevolezza di altri, di vite difficili dove i sogni, anche i più banali, non sono mai a portata di mano. E poi l'amore: il sentimento di reciprocità sempre cercato, tra mille incertezze e paure, l'idea che da qualche parte esista un'anima gemella nella quale specchiarsi e trovare conforto e una forma più compiuta di se stessi. L'amore che si insegue e che a volte, anche quando lo si trova, viene sfuggito, per la paura che ogni scelta comporti una rinuncia, e ogni responsabilità renda meno liberi. Così la solitudine diventa una prigione dorata dalla quale non si vuole evadere e dentro la quale non si riesce a vivere bene. La fuga più desiderata è impossibile: quella da se stessi.Ma l'intento è anche quello di mostrare un panorama cinematografico variegato e non livellato su panorami metropolitani immediatamente riconoscibili e, magari, in una “romanità” o “milanesità” omologanti. L'Italia è una nazione composta da forti identità regionali, umane, geografiche e sociali, e il cinema degli ultimi anni ha saputo indagare bene queste differenze, nella consapevolezza che gli esseri umani non sono figli solo dei propri padri ma anche della terra in cui nascono e crescono, e del clima che li coltiva come fossero piante.

 

La provincia, l'isola, il confine, la periferia urbana, sono i luoghi d'elezione per le storie raccontate in questi film, e costituiscono i set cinematografici per i “romanzi di formazione” dei loro protagonisti. Il sud e il nord come realtà agli antipodi di uno stesso paese e, contemporaneamente, partecipi degli stessi problemi; l'Italia come un mondo dal quale alcuni sognano, senza troppa convinzione, di poter andare via e verso la quale altri cercano disperatamente di arrivare, nella speranza di trovare un posto accogliente, dove magari rifarsi una vita.