EU VISION CINEMA:  LO SGUARDO CHE INCIDE

con Alessandro Stellino (Filmidee.it)

 

Tra due fotogrammi di un film c'è sempre uno spazio nero, un nanosecondo di buio, impercettibile e subliminale, in cui la nostra mente è inconsciamente chiamata a colmare il vuoto, a collaborare alla creazione filmica.
È in quell'infinito ripetersi di buio e luce, immagine e sua assenza,
che si definisce la natura ontologica del film e l'apporto dello spettatore, il cui sguardo è chiamato a colmare le lacune tra i fotogrammi, connettendoli uno all'altro.

Lo sguardo è il filo di cucitura che tesse il film.


Il 1960 è un anno cruciale, nella storia del cinema, per l'identificazione dello sguardo spettatoriale con quello del voyeur: L'occhio che uccide di Michael Powell è l'atroce ritratto di un uomo solo e traumatizzato che riversa nell'ossessione verso l'immagine filmata tutta la propria problematica relazione con il mondo esterno.
Cineasta amatoriale, il protagonista, filma giovani ragazze nell'atto
di ucciderle e fa si che esse possano vedersi mentre muoiono grazie a
uno specchio convesso posto sulla macchina da presa. Powell porta così
alle estreme conseguenze la spinta voyeuristica hitchcockiana di La
finestra sul cortile e Psycho.


La stessa cosa farà Brian De Palma nel decennio successivo, con Blow
Out, Vestito per uccidere e Omicidio a luci rosse. Ma prima c'è stato
il fondamentale apporto alla questione di Michelangelo Antonioni con
Blow Up. Un fotografo immortala in una serie di scatti due amanti nel
parco: tornato nel proprio studio sviluppa le fotografie e ne realizza
degli ingrandimenti. Osservando attentamente uno di questi, si accorge
di una misteriosa presenza all'interno dell'immagine: la sagoma di un
uomo che si aggira con una pistola nel folto degli alberi.


In Profondo rosso di Dario Argento lo spettatore (insieme al
protagonista) vede l'assassino ma non lo sa. Il suo volto è
incorniciato in un quadro, immagine confusa tra altre. Ma la memoria
trattiene il dettaglio e solo ricostruendo la fuggevole visione il
mistero verrà chiarito.


È nell'oscurità tra un'immagine e l'altra che prende vita il mistero del cinema. Sondare questo mistero significa spostare l'attenzione dallo schermo all'occhio dello spettatore, per poi riportarlo verso l'immagine proiettata. Perché il cinema esiste solo in virtù dello sguardo: è il nostro sguardo che dà vita al cinema.

 

PROGRAMMA

 

Mercoledì 2 Maggio - Quello che (non) vedi ti ucciderà: Dario Argento/Antonioni


Mercoledì 9 Maggio - Il cinema e il suo doppio: Hitchcock/De Palma


Lunedì 14 Maggio - Il regista che sapeva troppo: Quentin Tarantino

 

Mercoledì 30 Maggio - Caccia al ladro (di cinema): Drive di Nicolas Winding Refn


Mercoledì 6 Giugno -  Io ti salverò: Ritorno al futuro

 

I tesserati Algo mas che seguiranno almeno l'80% delle lezioni riceveranno un attestato di partecipazione.

 

Seminario è parte del workshop "EU-VISION: Educazione all’immagine attraverso, la fotografia, la pittura, la scultura ed il cinema"  a cura di ANYWAYGROUP, CAN-D e Filmidee.it